Speaker

Corrado Passera

CEO Illimity Bank

Chi è Corrado Passera

“Esattamente un anno fa eravamo in questa sala riunioni a progettare la nuova banca e, soprattutto, a decidere quando sarebbe stato il momento giusto per presentarla agli investitori. Sapevamo che ci sarebbero state le elezioni in primavera ed eravamo di fronte alla scelta se andare sul mercato prima o dopo. Abbiamo deciso di andarci subito e si è dimostrata una buona scelta”. Corrado Passera racconta, seduto nel suo ufficio di Brera, com’è nata illimity, il cui nome è venuto fuori da “un brain storming notturno” con sua moglie Giovanna Salza dopo aver consultato varie agenzie. E lo fa con un misto di sensazione di scampato pericolo e di soddisfazione per aver azzeccato il timing di un’operazione complessa, che solo qualche mese dopo avrebbe probabilmente fatto più fatica a raggiungere gli stessi risultati, ovvero 600 milioni di euro raccolti tra investitori soprattutto esteri. “Chi ci ha dato fiducia, però, ha scelto di restare anche nel momento in cui si è creata l’occasione di uscire dalla compagine, lo scorso agosto, quando sui mercati c’erano già chiari segnali di turbolenza finanziaria”, dice Passera che è tornato al lavoro di banchiere, dopo essere stato ministro dello Sviluppo economico con Monti (2011) e aver provato nel 2014 a lanciare un progetto politico (Italia Unica). “Pensavo a un movimento fuori dagli schemi tradizionali con proposte forti di ammodernamento e rilancio del paese che avrebbe avuto Milano come trampolino di lancio. Forse era prematuro e non è riuscito. Mi sono rimesso a lavorare”.

L’ex numero uno Intesa Sanpaolo e di Poste italiane ha così messo in piedi una nuova banca in meno di un anno.

Viene da una famiglia comasca di piccoli imprenditori. Studia a Como al Liceo A. Volta, dove diventa presidente del consiglio studentesco. Mentre studia alla Bocconi fa il militare e, ancor prima di laurearsi, comincia a lavorare alla Olivetti, prima dell’arrivo di Carlo De Benedetti.

Nel 1977 si laurea alla facoltà di Economia Aziendale dell’Università Bocconi di Milano. Tra il 1978 e il 1980 consegue il Master in Business Administration presso la Wharton School di Philadelphia, negli Stati Uniti.

Carriera professionale

Dall’Olivetti all’Ambroveneto

Nel 1980 entra nella società di consulenza McKinsey occupandosi in Italia e all’estero di riorganizzazione e rilancio di aziende bancarie, assicurative e di servizi.

Nel 1985 entra in CIR, holding del Gruppo De Benedetti a cui hanno fatto capo aziende italiane ed europee di primo piano nell’informatica, nell’automazione industriale, nell’editoria, nella componentistica auto, nell’alimentare oltre a numerose società finanziarie e di servizi. Nei primi anni segue – come assistente dell’Amministratore delegato – numerosi progetti soprattutto in campo finanziario, tra cui la costituzione di un nuovo azionariato di riferimento al Credito Romagnolo (dal 1987 al 1995 ne sarà amministratore).

Nel 1988 diventa direttore generale della CIR. Matura in quegli anni anche un’esperienza significativa nel mondo dell’editoria, prima come direttore generale del Gruppo Mondadori e successivamente come vicepresidente e amministratore delegato dell’Editoriale L’Espresso-Repubblica, gruppo che porterà alla quotazione in Borsa.

Nel 1992 diventa co-amministratore delegato del Gruppo Olivetti, che in quegli anni era in profonda crisi. Dopo una necessaria razionalizzazione delle attività, il gruppo innova profondamente il suo core business entrando nel settore delle telecomunicazioni e dando vita a Omnitel (oggi Vodafone) e Infostrada.

Nel 1996 diventa amministratore delegato e direttore generale del Banco Ambroveneto, una delle più vitali realtà bancarie italiane rafforzandone ulteriormente i risultati. Nel 1997 Ambroveneto diventa protagonista insieme a Cariplo della prima grande operazione di consolidamento bancario in Italia con la creazione di Banca Intesa.

Dalle Poste a Intesa Sanpaolo

Nel febbraio 1998 il Ministro del Tesoro (Carlo Azeglio Ciampi) del Governo Prodi I lo nomina amministratore delegato di Poste Italiane Spa, che è in grave crisi e prossima a una quasi inevitabile liquidazione. Nei quattro anni successivi Poste Italiane realizza una profonda trasformazione operativa e culturale attraverso la partecipazione degli oltre 160.000 dipendenti postali e grazie a una efficace concertazione sindacale. La riorganizzazione interna dell’azienda, i fortissimi investimenti in tecnologia e formazione e l’introduzione di regole meritocratiche permettono in pochi anni di recuperare standard di qualità postale di livello europeo e ricavi molto significativi in campi di attività nuovi come i servizi finanziari attraverso la costituzione di Banco Posta[3] e Poste Vita. Sotto la sua amministrazione viene approvato un piano d’impresa per il 1998-2002, con investimenti, formazione e, tra le altre cose, il taglio di oltre 20 000 posti di lavoro considerati in esubero. Viene riorganizzata l’offerta logistica, vengono valorizzate le nuove tecnologie informatiche e internet e nel 2002 si completa anche il risanamento economico dell’azienda con il primo utile di bilancio.

Nel 2002 Passera lascia l’incarico alle Poste e torna nel mondo del credito come amministratore delegato e Chief Executive Officer di Banca Intesa, il gruppo bancario nato nel 1998 dalla fusione di Banca Intesa e Banca Commerciale Italiana. La banca è in difficoltà, anche per il processo di integrazione non pienamente completato, e Passera predispone un piano industriale triennale con l’obiettivo di ridare efficienza alla struttura attraverso una riorganizzazione operativa, una rimodulazione dell’offerta, una razionalizzazione dei costi, una ridefinizione della rete italiana ed estera e il rilancio dell’immagine della banca.

Nell’estate 2006 Corrado Passera è tra gli artefici del processo che porterà a una delle più grandi operazioni di consolidamento nel settore bancario italiano, la fusione tra Banca Intesa e Sanpaolo IMI dando vita a Intesa Sanpaolo., diventandone consigliere delegato e Chief Executive Officer fino al 2011.

In questi anni rafforza ulteriormente l’impegno nella Corporate Social Responsibility costituendo nel 2007 Banca Prossima, banca del Terzo Settore totalmente dedicata all’impresa sociale che rappresenta uno dei migliori modelli al mondo nel suo settore.

Nel 2008 è advisor dell’operazione di salvataggio Alitalia che rafforza il monopolio nel trasporto aereo su molte tratte nazionali. Nello stesso anno fa parte della cordata di imprenditori soci di Cai, presieduta da Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, che si uniscono per l’acquisto dell’Alitalia, a seguito della rottura del patto che avrebbe dovuto legare la compagnia alle sorti di Air France.

Nel 2010 ha costituito Encyclomedia Publishers, un progetto editoriale con Umberto Eco per la produzione della prima Storia della Civiltà Europea di alta qualità, ideata per i nuovi media digitali, con fini sia didattici che di aggiornamento culturale diffuso. Il progetto è stato presentato anche all’ONU e si è completato per la parte contenutistica nell’inverno 2015.

La nascita di Illimity Bank

Dal 1º febbraio 2018 la società appena costituita da Passera con Andrea Clamer di nome “Spaxs”, è quotata nell’indice FTSE AIM Italia (il mercato dedicato alle piccole e medie imprese ad alto potenziale di crescita) di Borsa Italiana. Si tratta di una Spac (Special Purpose Acquisition Company) finalizzata sul settore finanziario. Durante il collocamento Spaxs ha raccolto 600 milioni di euro (il 36% in mano a investitori italiani, il 64% a investitori esteri). Nel settembre 2018, Spaxs rileva per 55,6 milioni di euro il 99,2% di Banca Interprovinciale, una piccola banca modenese (60 milioni di patrimonio) fondata nel 2009 da Umberto Palmieri e partecipata da un centinaio di imprenditori locali.

L’idea di Passera è di fondere Banca Interprovinciale con Spaxs e creare una banca fortemente innovativa dedicata alle medie e piccole imprese con potenziale, ma in difficoltà o comunque non ancora in grado di finanziare adeguatamente il loro sviluppo.

Il nome della nuova banca digitale è annunciato nell’agosto 2018: Illimity Bank che nascerà qualche mese più tardi.

Il 5 marzo 2019 Illimity Bank si sposta dal mercato AIM all’MTA, il listino principale della Borsa Italiana dove è presente nell’indice FTSE Italia Mid Cap.

E’ sposato con Giovanna Salza e ha cinque figli, Sofia, Luigi, Luce, Giovanni ed Eugenia.